Domenica 24 Aprile 2016
OLIMPIADI DELLE NEUROSCIENZE: SFIDA A COLPI DI MEMORIA
Nell’Aula Magna di Medicina 54 ragazzi delle superiori per la finale italiana .Il vincitore volerà a Copenhagen per la finalissima internazionale.
ALICE SCALFI university@giornaledibrescia.it
Il cervello, per loro, non ha segreti. Basta uno sguardo veloce per identificarne le componenti; basta un’occhiata per attribuire una spiegazione ad una sensazione, un sintomo. Gioia, felicità, dolore, dipendenza: loro, i 54 ragazzi delle scuole superiori che arriveranno a Brescia per la finale italiana delle Olimpiadi delle Neuroscienze, sanno dove nascono le emozioni e quale meccanismo le susciti. Si sfideranno in una prova lunga una giornata intera, tra quiz, cruciverba e temutissime prove in lingua inglese : l’appuntamento è in programma per sabato 30 aprile e lo organizza la Statale con la Società Italiana di Neuroscienze e il fondamentale contributo della Fondazione Camillo Golgi, oltre alle sponsorizzazioni di Chiesi Farmaceutici, Fondazione Cariplo e Cidp Italia.
Partecipanti in aumento. Le Olimpiadi delle Neuroscienze sono dunque giunte alla fase finale, almeno per quanto riguarda l’ Italia. Dopo le eliminatorie regionali che , a Brescia, si sono tenute lo scorso 19 marzo, nel bel mezzo della settimana dedicata al cervello, è tempo di decretare il vincitore assoluto: il giovane che dimostrerà di saperla più lunga e che volerà a Copenhagen, per la finalissima internazionale dell’ International Brain Bee, la competizione internazionale organizzata ogni anno dalla statunitense Dana Foundation. E forse il vincitore potrebbe essere uno dei due giovani bresciani che, dopo essere saliti sul podio alle fasi regionali, sono approdati alla finale nazionale del 30 aprile: Alessia Lancini e Marco Brevi, entrambi studenti dell’Istituto Marzoli di Palazzolo. La Professoressa Marina Pizzi, neuro farmacologa della Statale che si sta occupando di ogni dettaglio dell’organizzazione, chiarisce il quadro: “ Il cervello piace. E lo studio dei meccanismi che lo compongono, del network che sta alla base del suo funzionamento affascina perché consente di capire qualcosa in più di se stessi. Inoltre, le neuroscienze trasmettono messaggi importanti, legati al benessere del cervello. Messaggi che si collegano direttamente ai grandi capitoli delle droghe e dell’abuso di sostanze alcoliche. L’obiettivo delle Olimpiadi delle Neuroscienze è di avvicinare sempre più persone, sempre più giovani, a questo genere di conoscenze.” Obiettivo decisamente centrato: “ Rispetto all’edizione 2015, i partecipanti sono aumentati parecchio. Alle fasi regionali avevano partecipato 144 scuole, per un totale di 3800 ragazzi. Quest’anno siamo a quota 189 istituti , mentre gli studenti direttamente coinvolti sono 5871. Numeri che fanno piacere-sottolinea Pizzi- alla luce del fatto che per i ragazzi partecipare alle Olimpiadi comporta uno sforzo non indifferente: è necessario che si preparino su testi ad hoc, messi a disposizione in fase di iscrizione”. Il che significa studio extra.
Tra quiz e quesiti. I giovani volonterosi arriveranno in città venerdì 29, giusto i tempo per prepararsi alla giornata calda del 30. Per loro , la Statale ha organizzato un appuntamento imperdibile ( aperto a tutta la cittadinanza): alle 17 saranno accolti in Aula Magna, a Medicina, dove il neuro farmacologo di fama internazionale Gian Luigi Gessa salirà in cattedra. Lo studioso, di casa all’Università di Cagliari, ha passato la vita occupandosi dei temi della neuro gratificazione, e, a dire di chi lo conosce, è pure molto simpatico: l’uomo giusto, insomma, per dare un degno benvenuto ai giovani olimpionici e per “scaldare le menti”in vista della finale del giorno successivo.
Ospiti della Statale. I ragazzi, dunque, arriveranno venerdì e saranno ospiti della Statale in un albergo cittadino: sabato, poi, dovranno affilare unghie e ingegni. Saranno sottoposti a prove a tratti rilassanti, a tratti decisamente molto impegnative: dovranno saper dimostrare di riconoscere le diverse aree del cervello, rispondere a quiz e quesiti che metteranno a prova le loro capacità di attenzione e memoria, e dovranno infine dimostrare di cavarsela con l’inglese. E’ uno dei requisiti essenziali per salire sul podio: molte dure prove, infatti, sono proprio in lingua inglese. Vero/falso, riconoscimento di patologie dal racconto dei sintomi, rigorosamente in English. Fino all’ultima, difficilissima, domanda a risposta diretta. Vincerà il ragazzo che riuscirà a racimolare più punti tra tutte le prove assegnate: per lui, o lei, è già pronto il biglietto aereo per Copenhagen. Sarà campione italiano e rappresenterà il nostro Paese all’International Brain Bee, in programma a Copenhagen nel mese di luglio, in occasione del decimo Congresso della Federazione delle società europee di Neuroscienze.